Vorresti il perdono ma non sai come chiederlo? Gesù ti vuole aiutare e lo vuole fare adesso.

Tema: il perdono Letture: Siracide 27:30-28:7 / Romani 14:7-9 / Matteo 18:21-35 Perdonare significa smettere di sentirsi arrabbiati con qualcuno che ha fatto qualcosa di male, infastidito o urtato. La parola è ” per-dare ” e non ” per mantenere Quindi, che la nostra rabbia, non dovremmo tenerla.  Amata, quando custodiamo l’ offesa e il rancore, non abbiamo Dio ma solo un accumulo di rifiuti. E ‘ per questo che la prima lettura dice: Anche il rancore e l’ ira sono un abominio,
il peccatore li possiede. (Siracide 27:30).

Qualcuno ha scritto che ” per dire ” ti perdono ” liberi dalle catene del tenere un rancore che altrimenti peserebbe sulla mente e invece con il perdono onera l’anima. Dire a qualcuno che li perdoni in realtà non perdona il male se si è debole. Bisogna essere forti per perdonare Sì, “bisogna essere forti per perdonare se siamo d’accordo con Alessandro Pope che” perdonare è Divino Il perdono non solo mostra la forza della Divina Grazia in noi, ma rappresenta anche la bellezza della vita comune. Così, Jean Paul Richter dice: ” L’ umanità non è mai così bella come quando prega per il perdono o perdonano altri.

Un altro motivo per cui dovremmo perdonare gli altri è che Dio perdona coloro che perdono chi li ha feriti. In altre parole, da i nostri nemici, è eretto un ponte tra Dio e noi. D’ altro canto, se non abbiamo il ponte si stalla. Il servo spietato nella lettura del Vangelo di oggi ha rotto il ponte. Vorrei illustrare questo punto con una storia. Un uomo aveva un figlio di nome gee (una breve forma di Gerardo). Seriamente offeso dal figlio che ha sperperato i suoi averi ‘, l’ uomo lo aveva rinnegato. Anni dopo sul suo letto di morte, l’ uomo ascoltava il cappellano dell’ ospedale e decise di accettare Gesù come suo Salvatore. Il cappellano chiese all’ uomo malato di ripetere la preghiera di accettazione dopo di lui. Nel bel mezzo della preghiera, proprio quando l’ uomo malato ha dovuto dire: ” Gesù sei morto per me, il figlio che non aveva visto per anni è apparso davanti a lui, e così, nella sua rabbia, invece di ripetere dopo il Cappellano, l’ uomo malato ha gridato: ” accidenti a te, morirai (Morire nel processo dopo un attacco improvviso di cuore). Così, ha spezzato il ponte del perdono perché non era pronto a perdonare. Inoltre, la lettura del Vangelo ci dà un altro motivo per cui dovremmo perdonare gli altri: i nostri reati perdonati da Dio sono più gravi dei reati  che abbiamo subito da altri altri. E se, come San Pietro, vogliamo sapere il limite per il numero di volte che possiamo perdonare, ascoltiamo quanto segue: ” ogni persona dovrebbe avere un terreno di sepoltura speciale in cui seppellire i difetti degli amici e i suoi cari Amati, e tutto il male che non può essere più rimediato. Se il male è buono solo per la tomba, allora più resta con noi, più la nostra salute è compromessa. Ascolta Gesù quando dice che dovremmo perdonare 70 x 7 volte, quindi, possiamo dire, che questi reati spesso come ci si offende.

Probabilmente stiamo dicendo che: ” io voglio perdonare, ma sto ancora soffrendo” In tal caso, ricordiamo che Gesù ci ha perdonati mentre era ancora sulla croce con tutto il dolore e sofferenza che provava. Quindi seppellire nel nostro cimitero speciale le offese del passato. POSSIAMO DIRE CHE GESU ‘ essendo ‘ Dio,  puo’ perdonare mentre riceve del male. In questo caso, che mi dici di Santo Stefano? Ha pregato il Signore di perdonare i suoi assassini, mentre le pietre che gli stavano lanciando lo colpivano violentemente  (ATTI 7: 60). Se la storia di Santo Stefano sembra molto distante, allora ascoltiamone una più recente. Nel 1902, in Italia, c’ era una ragazza di 11 anni chiamata Maria Goretti. Che un uomo di 19 anni ha tentato di stuprare e quando la ragazza innocente, Maria Goretti, ha resistito, l’ uomo l’ ha pugnalata. Quando sentì che l’ uomo era stato imprigionato, disse: ” che Dio lo perdoni Lo voglio in paradiso. E se  La storia di Santa Maria Goretti sembra un secolo troppo vecchia, ricordiamo che San Giovanni Paolo II ha visitato e perdonato l’ uomo che gli aveva sparato.

Conclusione:” ci vogliono due partiper fare una pace duratura, ma ne basta uno per fare il primo passo Quindi, spero che oggi ognuno di noi sia la persona che fa il primo passo verso la riconciliazione con il fratello o la sorella che gli ha fatto del male (Il primo passo è decidere di perdonare il colpevole e di voler parlare di riconciliazione, che Dio ci conceda questa grazia. – Amen! – Amen!

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